L’abbazia di Sant’Urbano sorge al centro della Valle di San Clemente. Una vallata segreta, ricca di storia e di tesori, che va dalla Vallesina, fino al monte San Vicino.

La valle è circondata da centri urbanizzati fin dalla remota antichità.

Prima dell’Epoca Romana, popoli quali i Piceni, i Sanniti, gli Etruschi ed i Galli Senoni hanno sicuramente frequentato la valle.

In Epoca Romana, i punti strategici, disseminati nelle immediate vicinanze della valle erano fiorenti città e ville Romane. Tra queste Cingoli ha dato i natali a Tito Labieno, secondo di Giulio Cesare durante la conquista della Gallia. Serra San Quirico era il castrum che controllava la via che, provenendo dalla Flaminia quindi da Roma, portava al mare Adriatico. Jesi, con le sue ville, era un grande centro economico romano, che prosperava lungo la Vallesina, approfittando anche della via che conduceva al mare ed al Porto di Ancona, porto fondamentale per Roma. Ricordiamo che la spedizione di Traiano per la Dacia è partita da qui, da cui il famoso Arco commemorativo nel Porto stesso.

Con il disfacimento dell’Impero Romano, tutta l’area è entrata in crisi a causa delle continue invasioni prima e traversie politiche poi (Guelfi e Ghibellini), fino all’annessione definitiva ai territori pontifici nel 1447.

Ricordiamo che essendo Federico II nato a Jesi il 26 Dicembre 1194, il libero comune si schierò spesso, con l’illustre Re e concittadino, il quale invio all’Abbazia di Sant’Urbano il Vicario di Corte, a testimonianza dell’importanza che aveva la Vallata al quel tempo.

A partire dal VII- VIII secolo, lungo la valli dell’Esino e del Musone iniziarono ad insediarsi molte comunità monastiche che lasciarono un incredibile patrimonio di chiese e Abbazie.

In particolare nella Valle di San Clemente si sviluppa un trittico di Abbazie Benedettine di grande valore storico ed architettonico: l’abbazia di S. Elena, situata alla confluenza dell’Esinante con l’Esino, l’Abbazia di Sant’Urbano e l’Abbazia di Val di Castro ai piedi del Monte San Vicino.

Oltre alle Abbazie, numerosi castelli si ergevano a difesa del territorio e a baluardo degli interessi dei Feudatari, abati inclusi. A più riprese e con alterne vicende, i Castelli furono sottomessi al libero Comune di Jesi (ricordiamo che il più famoso vino bianco della zona, simboleggia ancora questa unione: il Verdicchio dei Castelli di Jesi).

Da sempre vocata all’agricoltura in questa Valle il paesaggio è disegnato dalla storia e dall’amore per la terra di generazioni di famiglie di contadini e dalle loro tradizioni.

L’autenticità qui è la parola chiave, così come la cultura dell’ospitalità e dello scambio.

Da visitare

Facendo base a Sant’Urbano sono molte le escursioni, a piedi, in bicicletta, a cavallo, che si possono fare nel raggio di pochi chilometri e diversi i tesori culturali, eno-gastronomici, naturalistici che è possibile scoprire.
Ecco alcuni suggerimenti.

I buoni vicini

Per assaggiare la migliore cucina Marchigiana e scoprire altre eccellenze del territorio vi consigliamo:

Collaborazioni e convenzioni

Fare rete nel territorio per valorizzare i suoi tesori e offrire all’ospite il miglior servizio.
Dalle Grotte di Frasassi alla stagione teatrale della Fondazione Pergolesi Spontini, dal Museo Federico II alle altre destinazioni delle Marche, ecco le convenzioni e collaborazioni della Locanda dell’Abbazia:
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